Prossimamente uscirà il tuo primo libro, un romanzo vero e proprio, come vedi il passaggio dalla scrittura sul blog alla scrittura cartacea? Non lo vedo necessariamente come un passaggio. La scrittura sul blog e la scrittura cartacea possono tranquillamente convivere. Intendo, scrivere su blog come scriveresti su carta, o viceversa.
Certo, gli standard editoriali sono ben diversi da quelli della blogosfera. Per pubblicare un libro è necessario un impegno folle, sopratutto se si vuole uscire con un lavoro degno. E questo impegno non lo si trova in quasi nessun blog, principalmente perché sono tutti autoreferenziali; l’autore parla dei propri problemi e non gliene frega niente di venderli bene.
Ma quando il blog non è autoreferenziale – e prova a pubblicare lavori di narrativa o d’informazione utile – la qualità può raggiungere o addirittura superare quella dei prodotti cartacei. Tutto dipende dallo stampo che si vuole dare. Vi sono blog che scindono il confine tra carta e web. Un esempio su tutti: “Personaggi Precari” di Vanni Santoni.
Intervistiamo oggi Carolina Cutolo, autrice del blog Pornoromantica e del libro omonimo che ha avuto molto successo. A distanza di tempo dalla pubblicazione del libro (due anni) e dall'apertura del blog (ben sei anni) le chiediamo un bilancio e ci soffermiamo a parlare con lei di scrittura in rete e per il cartaceo.
Carolina Cutolo prima e dopo il blog e il pornoromanticismo: com'è cambiata? Il principale cambiamento nella mia vita è stato trasformare la scrittura in un lavoro vero e proprio. Questo è stato un passaggio molto importante per me, non solo perché finalmente vengo retribuita per un'attività "creativa" che amo, ma anche perché ho scoperto che lo scrivere, se si fa del proprio meglio, ha pari dignità professionale di qualsiasi altro tipo di mestiere. Dal punto di vista della scrittura invece il blog mi ha insegnato da una parte a confrontarmi con l'attenzione dei lettori, a rispettarli e dall'altra a sforzarmi sempre di avere uno sguardo il più possibile lucido e distaccato su quello che scrivo, a mettermi in discussione e a migliorarmi di continuo, una cosa che spero di non disimparare mai.
Ricordi cosa pensavi il giorno in cui hai aperto il tuo blog su Splinder? Immaginavi un grande successo come quello che hai avuto? Ricordo molto bene le mie sensazioni nel giugno 2003, quando ho aperto il blog, perché ero elettrizzata dall'esistenza di una piattaforma pubblica su cui postare i miei scritti. Fino a quel giorno avevo sempre torturato amici e parenti perché leggessero le cose che scrivevo e mi dessero un parere, dall'apertura del blog in poi invece avrei avuto finalmente dei lettori sconosciuti che non erano motivati dall'affetto a dedicarmi il loro tempo e la loro attenzione, quindi non solo potevo ricavarne dei feedback autentici (non c'è lettore più spietato del lettore sconoscito del tuo blog) ma era per me una straordinaria occasione di mettermi alla prova, una sfida continua il cui obiettivo era catturare l'attenzione del lettore casuale fino alla fine di un mio scritto e magari spingerlo a commentare e a lasciarmi così le sue impressioni. Una palestra di scrittura formidabile e non ultimo completamente gratuita. Quindi chiaramente non avrei mai immaginato neanche nelle mie più ardite fantasie di pubblicare un libro che avrebbe venduto 50.000 copie!
Titolo Il Quaderno
Autore José Saramago
prefazione di Umberto Eco
traduzione di Giulia Lanciani
Dati 2009, 176 pp.
Bollati Boringhieri Editore (collana Varianti)
Ospite d'eccezione oggi su Biblografia è il Premio Nobel per la letteratura 1998 José Saramago. Anche Saramago, infatti, è un blogger e dal suo blog nasce il libro Il Quaderno recentemente pubblicato da Bollati Boringhieri. Ad essere sinceri Saramago non si ritiene proprio un blogger. Nel corso della recente presentazione del suo Quaderno, infatti, ha detto: “Blog che termine orribile! Non so da dove nasca esattamente la parola, ma i miei commenti, le mie osservazioni apparsi in Internet dal settembre del 2008 al marzo del 2009 sono i prolungamenti dei miei Quaderni di Lanzarote“.
Saramago, così, ci dice anche di cosa tratta il suo libro: sono suoi commenti e sue osservazioni che sono state pubblicate prima in rete e poi raccolte nel libro.
Nei mesi scorsi c'è stata tutta una polemica in merito a questo libro in quanto l'Einaudi, storica casa editrice di Saramago, ha deciso di non pubblicare Il Quaderno per via dei molteplici attacchi a Silvio Berlusconi che dell'Einaudi è proprietario.
Qualcosa in più sul libro (dal sito della casa editrice):
Se a scandire il tempo e a dettare l’urgenza di queste cronache sono gli accadimenti del mondo, sono nondimeno momenti di vera poesia e di straordinaria bellezza quelli contenuti nelle pagine sulla notte in cui Obama ha vinto le elezioni americane, il ricordo dedicato a Fernando Pessoa, l’omaggio alla città di Lisbona, o l’episodio del ritorno alla Torre di Belém della statua dell’elefante che dà il titolo al suo ultimo romanzo. E il tono, come il cielo su Lanzarote, cambia di conseguenza, indomito e imprevedibile: dalla sapiente grammatica della prosa lirica, dove ogni parola è ponderata, adagiata al posto giusto, a tenere il ritmo della meditazione, all’irrompere violento dello sdegno nelle invettive contro i recenti attacchi alla democrazia, alla libertà religiosa e ai diritti umani, cui abbiamo assistito e assistiamo in Europa e oltreoceano, ma soprattutto contro la minaccia alla libertà di espressione, che il Nobel portoghese difende col furore dello scrittore che sotto Salazar ha conosciuto le durezze della censura. “Un libro di vita”, lo definisce Pilar del Rio, sua traduttrice spagnola e compagna di vita da oltre quindici anni. E un’esortazione a non confondere le utopie con più pallide speranze.
Qualcosa sull'autore (dal sito della casa editrice):
José Saramago (Azinhaga, 1922), scrittore e premio Nobel per la letteratura (1998), è autore di romanzi, cronache, raccolte di poesie e testi teatrali. Curatore del supplemento culturale del quotidiano Diario de Lisboa e vicedirettore del Diario de Noticias subito dopo la Rivoluzione dei garofani, da noi è amato soprattutto per i suoi romanzi. Tra i più noti, tutti per Einaudi, Memoriale del convento (1982), L’anno della morte di Riccardo Reis (1984), La zattera di pietra (1986), Il Vangelo secondo Gesù (1991), Cecità (1995), Le intermittenze della morte (2005).
Titolo Il Perro Salsiccia e altri racconti poco seri
Autore Stefania Longo
Prezzo € 10,00
Dati 2009, 130 pp.
Editore Tespi (collana Marsilio X)
Da un blog di Splinder (topodidiscoteca.splinder.com) che l'autrice ha poi dovuto chiudere per problemi di contratto è nato questo libro. E' stato infatti grazie a quel blog che Stefania Longo, cartavetrata su Splinder, è stata contattata dalla casa editrice con cui poi ha pubblicato Il Perro Salsiccia e altri racconti poco seri.
Qualcosa sul libro:
Il Perro Salsiccia e altri racconti poco seri nasce quando l’autrice viene assunta a tempo indeterminato come impiegata imbottigliata. Tra il treno del mattino e l’inizio dell’orario di lavoro ha tutto il tempo per evadere dalla formalità dell’ufficio e descrivere il suo mondo in maniera idiosincratica. Il leit motiv è l’amato cane bassotto Perro Salsiccia che apre e chiude il libro, e appare qua e là all’interno della narrazione con piglio irriverente. Scandisce le vicende di una Thirtysomething alle prese con colleghe troppo incasellate, disastrosi appuntamenti al buio, un pericoloso pendolarismo e qualche ossessione fashion. Nonostante la presenza del Perro, non aspettatevi degli aneddoti leggeri da dedicare ai vostri bambini per farli addormentare. I racconti brevi e di taglio autobiografico, sono altamente dissacranti, ma soprattutto molto molto politically incorrect. Il tutto è rigorosamente condito da una sana dose di autoironia e un linguaggio provocatorio, tagliente e a tratti surreale. Attenzione: è sconsigliata la lettura ai benpensanti o agli under diciotto.
Qualcosa sull'Autrice:
Stefania Longo è nata in provincia di Treviso nel 1972. Si è laureata in storia a Venezia. Successivamente è stata una mezza studente punk a Londra dove ha completato un Ph.D sul Fascismo e ha pubblicato qualche articolo di sapore accademico. Ora è assunta presso una S.p.A di Milano per la quale deve mantenere una parvenza di serietà e compostezza. Ha iniziato a scrivere racconti per caso, per scampare alla noia di una posizione lavorativa a forma di comoda sedia, di fronte al PC. Durante i suoi anni all’estero ha maturato una certa anarchia che le piace riversare in scritti veloci e decisamente insolenti. Deve ancora decidere se sposarsi e fare figli o fondare una band.
Titolo Studio illegale
Autore Duchesne
Prezzo € 17,00
Dati 2009, 320 pp.
Editore Marsilio (collana Marsilio X) Blog
Andrea Campi è un professionista serio. Giovane avvocato nella sede milanese del prestigioso studio legale internazionale Flacker Grunthurst and Kropper, si occupa di importanti operazioni societarie per conto dei più grandi colossi industriali. Aveva ambizioni, aveva amici, aveva una ragazza. Ora ha prospettive. Lavora fino a notte fonda, mangia pizza e sushi sulla scrivania, vive con un bonsai e parla con il muro. Le giornate scorrono tra pause alla macchinetta del caffè, redazione di contratti e riunioni interminabili, fino al giorno in cui Andrea si trova coinvolto in un nuovo progetto particolarmente delicato. Le responsabilità si moltiplicano, come pure le ore di lavoro e i deliri di un capo sempre su di giri. È l’inizio di un turbine di eventi e incontri che investe l’immobile routine di Andrea spazzandone via certezze ed equilibri.
Tra una vita privata sempre più a rotoli e la catastrofe lavorativa incombente, Andrea arriverà a fare i conti con la sua vita, l’unica professione per la quale non ha mai sostenuto un colloquio.
Dissacrante e ironico, Studio illegale è una esilarante tragicommedia piena di lavoro, di frustrazioni e di cravatte.
Federico Baccomo, in arte Duchesne, ha trent’anni. Ha vissuto e lavorato nella sede milanese di un primario studio legale internazionale, dove si occupava di M&A, capital markets e altre materie che abbiano un’allettante traduzione in inglese. Nell’aprile 2007, ha debuttato sul web con il blog Studio illegale, raccontando la vita quotidiana degli avvocati d’affari, tra miserie ed esaltazioni, solitudini e nevrosi, blackberry e buoni-taxi, e raggiungendo, nel giro di pochi mesi, un successo fatto di migliaia di visitatori quotidiani. Oggi lavora nell'ufficio legale di un’azienda.
Titolo Forse sono una ragazza prodigio, ma non so bene in che cosa
Autore Pataterna
Prezzo € 12,50
Dati 2009, 192 pp.
Editore Castelvecchi (collana Le Navi) Blog
Pataterna è così: dice parolacce, ha la frangetta, piange in metropolitana, parla solo napoletano, ha un “amoregiàmio”, ha preso una stanza in affitto ed è andata a studiare a Roma. Ma: “All’Università nessuno se ne fotte di quello che devi fare, il voto te lo danno sulla base di quanti infatti dici all’esame”. Dallo psicologo ci va perché è confusa, e il suo monologare è un flusso inarrestabile, una confessione esilarante, un rap sincopato, un’esagerazione continua. Pataterna ha una fantasia sfrenata (non a caso è “Padreterna”...), parla agli amici, ai cinesi, a Barack Obama, a tutti quelli che la vogliono ascoltare. Sogna di fare il discorso a reti unificate alla vigilia di Natale. In breve, la sua storia è questa: “A undici anni sono cresciuta di dieci centimetri, ho fatto il culo di vacca a panettone che mi porto dietro con l’autorizzazione della comunità europea, la mia prima ceretta mi ha fatto perdere circa sei chili di peso. Poi mi sono comprata “Memo memoria e metodo” ogni lunedì in edicola che il primo numero costava mille lire e l’ultimo 29.900. Il risultato garantito a me mi ha schifato, forse era meglio se mi abbonavo a “Uncinettomania”. Cresco, lo giuro.
Pataterna
Dotata, fino ai 18 anni, di erre moscia, si contraddistinse nel 1993 alla recita della scuola elementare per la frase al microfono: “Senza il terrore dei carri armati” (favoriamo il file audio: “Senzailtevvovedeicavviavmati”). Da quel giorno si chiuse nel silenzio. Nel 2007, a 23 anni, ne riemerse con Sto bloggata con la sghiena, un blog che racchiude le esperienze di una ragazza negli anni più difficili, quelli in cui ci sii chiede: ma meglio il perizoma o la mutanda a coulotte?.
Titolo Diario di una magnifica massaia quarantenne
Autore Viss
Dati 2006, 88 p.
Editore Unwired Media (collana Scrittomisto)
Vademecum ironico per giocare con la propria femminilità e ironizzare sul ruolo della vera protagonista di questi tempi: la massaia. A caccia di sfumature che vanno dall'autolesionismo al compiacimento di un antirughe efficace, dall'addestramento delle lumache, (affinché la smettano di mangiare le ortensie) all'acquisto compulsivo di scarpe, dalla "liposuzione-di-qualsiasi-cosa" pur di sentirsi donna al passo con i tempi fino alla riscrittura di fantasiosi bugiardini per i medicinali che rendano più lieta l'assunzione del farmaco ansiolitico quotidiano.
Segnialiamo un nuovo esperimento letterario condiviso da più blogger su Splinder e rivolto a tutti gli appassionati di letteratura Fantastica-Horror-Gotica e in particolare ai folli lettori di H. P. Lovecraft.
L'iniziativa è in corso su Hplovecraft e le istruzioni per partecipare le trovate qui.
1) Dal 2003 ad oggi hai scritto e pubblicato sul tuo blog tantissimi racconti brevi. Perché prediligi questa struttura narrativa ad altre, oltre al fatto che si adatta meglio al formato di un post?
Vorrei precisare che più che racconti brevi, sono racconti brevissimi, storie minime (che ho chiamato ‘blogtales’) che vanno da un minimo di 1.500 a un massimo di 3.000 battute (spazi compresi). Sotto questo profilo costituiscono un prodotto letterario relativamente ‘nuovo’ o comunque molto poco praticato. È una struttura narrativa complessa nella preparazione, ma piana nella lettura, appositamente calibrata per il web, dove il lettore è notoriamente più impaziente, più volubile e più distratto da mille altri blog, notizie, offerte e chissà cos’altro. Oggi in Italia si legge pochissimo e il lettore web-tipo è disposto a leggere letteratura a patto che sia fruibile in poco tempo e in poco spazio. Chi naviga sulla Rete in una stessa sessione magari chatta, legge una testata giornalistica on-line, visita qualche blog di amici, fa un giro su Facebook o Flickr e poi forse legge ‘en passant’ una storia minima. Se il lettore dovesse trovare anziché una ministoria un racconto di qualche pagina o suddivisa in più puntate, difficilmente si sentirà invogliato a proseguire perché tutto quello che avrà letto prima o che leggerà dopo ha un altro passo, è più veloce, sintetico, compatto. In altre parole la letteratura deve adeguarsi al mezzo che impiega, senza per questo dover pagare un contributo alla qualità.
2) Cosa pensi non debba mancare a un racconto breve per funzionare e cosa, invece, sarebbe meglio evitare?
Non devono mancare sicuramente l’azione e il personaggio che muove la trama. Ma ciò che è indefettibile è l’emozione. Ci vuole emozione nel far vivere dal nulla una storia e questa stessa emozione deve passare intatta a chi legge. Se questo non succede si fallisce. Il racconto brevissimo è un filo sempre teso, un fotogramma che con la sua capacità evocativa deve rimanere scolpito nella memoria del lettore anche quando avrà finito di leggere e avrà spento il computer.
3) Quasi tutti i tuoi racconti si ispirano alla realtà di provincia, ma sono ambientati in un mondo fantastico (Mondo Parallelo) di cui hai ideato anche una mappa. Come ti è nata l'idea?
Il Mondo Parallelo è solo parzialmente un mondo fantastico. È piuttosto un mondo dove mi piacerebbe vivere perché è pieno zeppo di cose che mi appartengono o che vorrei vi facessero parte. Molti racconti nascono però da spunti realmente accaduti, da elaborazione di ricordi, sogni, aspettative, delusioni così come molti personaggi ricorrenti sono reali anche se filtrati dalla immaginazione e irriconoscibili. L’idea è nata dal desiderio di ‘salvare’, dentro di me, un luogo della mente dove rifugiarmi con le mie storie e i miei personaggi quando ‘fuori’ infuria la tempesta del quotidiano.
Ecco un'altra iniziativa promossa da alcuni blogger di Splinder e rivolta a tutti coloro che amano scrivere ma anche leggere.
Su Esperimentidinarrazione, infatti, si sta svolgendo un tentativo di narrazione a più mani. Come unica regola di partecipazione, è previsto l'uso di una specifica parola nel brano che si vuole aggiungere. La parola viene indicata volta volta dall'ultimo autore che ha aggiunto una nuova parte di storia.
La parola in corso è marchio. Chi raccoglie la sfida?
Su questo spazio ci piacerebbe raccogliere (e commentare) i libri che parlano di blog e blogosfera, e tutti quelli che prima di essere tali, erano originariamente dei blog. Biblografia vorrebbe essere una sorta di archivio di titoli più o meno illustri, più o meno tecnici o dissacranti, che testimonia la portata del fenomeno blog dalle sue origini ad oggi, e come nel tempo si è evoluto. Sappiamo che il blog ha rivoluzionato il modo di fare comunicazione accostandosi come voce referenziale ai media tradizionalmente riconosciuti, ma crediamo che abbia portato anche una ventata di aria fresca nella letteratura contemporanea.
Ogni settimana vorremmo inserire nuovi libri (che non seguiranno un ordine cronologico o tematico) e per questo avremmo bisogno anche del vostro aiuto. Se siete a conoscenza di libri a tema, segnalateceli nei commenti o scriveteci a: redazione@splinder.com.